Quali sono le piante pericolose per cani e gatti

Anche se non abbiamo un giardino, nelle nostre case sono di solito presenti piante e fiori ornamentali. Se conviviamo con un cane, un gatto o entrambi, è necessario prestare particolare attenzione alla scelta di quali tipi di piante prendere.

L’ingestione di alcune di queste piante, infatti, può dare talvolta diverse forme di sintomatologie, alcune lievi, alcune gravi e alcune persino letali.

Scopriamo quali sono le piante più pericolose per i nostri amici a 4 zampe, che amano assaggiare tutto ciò che li circonda, sopratutto da cuccioli.

Le piante pericolose: quali sono?

  • Azalea

Cominciamo il nostro elenco di piante pericolose con l’azalea. E’ una pianta da giardino con foglie e nettare fortemente irritanti, anche in quantità minime. Quando ingeriti possono causare problemi gastrointestinali, neurologici e cardiologici anche letali.

I sintomi si manifestano con: perdita di appetito, disturbi digestivi acuti, salivazione eccessiva, coliche, diarrea, debolezza, depressione, frequenza cardiaca debole, paralisi.

Un’intossicazione grave può portare al coma o alla morte per arresto cardiocircolatorio.

  • Agrifoglio

Molto apprezzato come pianta ornamentale, l’agrifoglio nasconde numerose insidie. In particolar modo le bacche – solitamente di color rosso acceso – presentano principi tossici e nocivi, sia per la nostra salute che per quella dei cani e dei gatti. Ma anche le foglie, che contengono saponine, metilxantine e cianogeno, rappresentano una fonte di disturbi per cani e gatti.

L’intossicazione si manifesta con eccesso di salivazione, vomito, diarrea, inappetenza e affaticamento dell’animale.

I problemi maggiori investono l’apparato gastro-intestinale: ingerire fino a venti di queste sgargianti gemme può provocare addirittura la morte.

  • Ciclamino

I principi attivi che rendono il ciclamino tanto tossico per i nostri animali sono ciclamina e saponine. La velenosità interessa tutta la pianta che può risultare dannosa, in egual misura, sia per i cani sia per i gatti, provocando gravi problemi gastro-intestinali e, in alcuni casi, portando addirittura alla morte.

Il grado di tossicità del ciclamino è maggiore nel bulbo, (che però, fortunatamente, non è facilmente raggiungibile), ma anche i fiori, se ingeriti, possono essere causa di diarrea, vomito e portare a convulsioni.

  • Dieffenbachia

Molto diffusa nei nostri appartamenti, è moderatamente irritante per i cani, mentre provoca intossicazioni più gravi nei gatti. Radici, foglie e fusto contengono un lattice bianco-verdastro tossico per entrambe le specie.

Le reazioni possono essere per contatto, con simil-allergiche sulla cute (eritemi e vescicole). Per masticazione con irritazione, gonfiore e dolore intenso al cavo orale e a tutto l’apparato digerente, tumefazioni faringee e edemi alle mucose, ipersalivazione. Per ingestione con vomito e diarrea. Anche i reni talvolta risentono dell’intossicazione.

Può causare la morte se non si interviene tempestivamente.

  • Edera

Le foglie, così come i suoi fiori e bacche, se ingerite, possono provocare problemi gastro-enterici e risultare estremamente dannose per la salute dei nostri amici a quattro zampe. In seguito a una sua assunzione, sono riscontrabili vomito, nausea, diarrea, tremori diffusi e scompensi respiratori.

Con un consumo cospicuo di edera gli animali rischiano di andare incontro a morte certa per complicazioni nervose e cardiache.

  • Filodendro

Anche il filodendro è tra le piante pericolose, soprattutto per i nostri amici felini (ma non innocua per i cani). La minaccia è rappresentata da foglie, piccioli e fusto, contenenti una linfa estremamente irritante per pelle e cavo orale.

Allo stesso modo della Dieffenbachia, la masticazione e l’ingestione provocano problemi gastroenterici, dolori addominali, infiammazioni e gonfiore al cavo orale.

Si aggiungono più seri problemi ai reni: nefriti acute possono causare insufficienza renale e, se non si interviene repentinamente, la morte.


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  • Oleandro

L’oleandro è  estremamente tossico sia per i cani sia per i gatti (come d’altronde per l’uomo). L’ingestione di quantità anche minime può portare il nostro animale alla morte. Le tossine dell’oleandro possono causare crampi, nausea, vomito, ipersalivazione, irritazione delle mucose, diarrea sanguinolenta e dispnea.

Ma gli effetti più gravi e potenzialmente letali si riscontrano a livello cardiaco: aritmia, problemi alla conduzione del cuore e alla gittata.

  • Ortensia

La particolarità di questa pianta risiede nei grossi agglomerati di fiori, che formano delle corolle colorate. Occorre, pertanto, prestare particolare attenzione durante la primavera e l’estate, quando l’ortensia raggiunge il massimo grado di fioritura.

Si tratta di una pianta molto tossica che contiene glocosidi dall’effetto cianotico. Queste sostanze possono provocare semplice sonnolenza, ma anche vomito, diarrea e problemi respiratori. Nella peggiore delle ipotesi possono provocare il decesso dei nostri animali, specialmente dei gatti.

  • Stella di Natale

La stella di Natale può essere tossica per i nostri amici perché contiene un lattice altamente urticante. Raramente questa linfa causa problemi seri se assunta in modiche quantità.

Prestiamo, però, sempre molta attenzione, soprattutto se si manifestano gonfiore e bruciore, irritazione di cavo orale, esofago, stomaco e intestino, tosse e senso di soffocamento, conati e vomito, dolori colici e diarrea.

  • Tasso

Il tasso, conosciuto con l’appellativo di “pianta della morte”, è sicuramente tra le piante pericolose, una delle più tossiche e velenose. Produce delle specie di bacche rosse. Se la polpa delle bacche risulta commestibile, lo stesso non può essere detto per il seme, per i rami, la corteccia e le foglie, che contengono tassina, un principio attivo dall’effetto narcotico e paralizzante.

Gli effetti della tassina variano da semplici nausee accompagnate da vomito e diarrea, a ben più gravi forme di alterazioni al funzionamento del sistema nervoso che possono provocare convulsioni, complicazioni respiratorie e portare altresì al coma.

Ma non solo, si possono avere anche tutta una serie di sintomatologie che vanno da disturbi gastro-intestinali ad abbassamento della frequenza cardiaca con vasodilatazione, ipotermia e problemi respiratori.

Cosa fare in caso di avvelenamento

I casi di avvelenamento da pianta, soprattutto durante i primi mesi di vita dei nostri animali, non sono rari.

Tenere sotto controllo un cane è sicuramente più semplice rispetto a un gatto, ma si possono comunque assumere piccoli accorgimenti.

Potete predisporre delle barriere di protezione attorno alle piante più nocive, se dimorate all’esterno.

Oppure potete posizionare vasi e fioriere in zone sicure, quando si trovano all’intero.

In ogni caso, al minimo sintomo o campanello d’allarme è buona norma non esitare e contattare tempestivamente il veterinario.

Da evitare assolutamente i rimedi casalinghi “fai da te”. Non somministrate farmaci o altre sostanze di vostra iniziativa, ed evitate di indurre il vomito se non siete sicuri del tipo di veleno ingerito: potreste creare danni ancora più gravi

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Valentina
 

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